Onore al sintomo

Onore al sintomo

"….. Errore ed erranza. Eresia e scisma. Rottura. Consonanza. Sta dove non lo si vede. Lo si vede dove non sta……”

Quella sensazione di tranquillità spazzata via da ciò che non comprendi…l’asta che permette all’equilibrista di non cadere, ad un certo punto s’inclina. Quei passi fino ad ora compiuti con semplicità, rendono pesanti le gambe; non più un piede davanti l’altro, non più l’uomo impavido che con fiducia, avanza. Un gioco di equilibri in marcia lenta avanti perché indietro non si può, non si può più. Ogni passo è un’esperienza, fatta, e portata con sé. Ma questo avanzare porta scompiglio e affatica lo sguardo che non riesce a scrutare l’orizzonte…di sotto il nulla, e teme. Un turbinio di sensazioni che investono corpo e mente, ti spossano, ti confondono e ti rendono consapevole dell’esistenza di uno “straniero”. Qualcosa che abita corpo e mente, apparentemente senza la tua volontà, non lo scegli e non lo accogli anzi lo combatti. Eppure questo straniero non è soltanto un accidente inevitabile, esso è un accidente irrinunciabile. È l’insegna di esigenze che non trovano né argine né mediazione, ma che in quel preciso momento ti permette di restare sulla fune. Non vuole farti paura, ma renderti consapevole; non è un nemico da combattere, ma un amico da ascoltare…. “sono qui, non per farti cadere ma per avvertirti che potrai perdere l’equilibrio…”.

Rendiamogli l’omaggio dovuto; nessuna sua esaltazione o idealizzazione, però anche nessun imbarazzo o umiliazione o condanna. Accogliamolo questo dolente straniero che ci abita; ascolto alla sua parola in modo da poter intendere quanto di imprevisto e talvolta di migliore, ha da offrirci.

“…Se il sintomo non significa,

diventa superflua la parola

di chi cura

e di chi soffre…”