Felicità, Relazione e Tempo

Felicità, Relazione e Tempo

La felicità passa, ma a volte ritorna; non è mai il caso di deporre la speranza.

Anche nella condizione più difficile si può farle spazio, affinché la tanto attesa ritorni.

La felicità abita nel suo velarsi e disvelarsi, le pieghe e le insenature della nostra esistenza; essa ci cattura mentre ci spazia ed inquieta. Sappiamo cosa sia, perché ne possediamo il concetto, ma non perché ne sperimentiamo a pieno la condizione. Tendiamo ad ignorarla e proiettarla nel futuro, anziché percepirla nel qui ed ora. E quando riusciamo, in minima parte, ad esserne consapevoli, la viviamo incompiuta perché accostata al timore della perdita. Rara e transitoria…come facciamo a catturarla? Dove dirigere l’attenzione e le energie per poterla assaporare ancora? Accade, succede, te la ritrovi, ma non puoi provocarla? Eppure sembrerebbe che la felicità nasca dentro, per cui è necessario, per poterla identificare, imparare ad ascoltare sé stessi. Un corpo che riprende a respirare, una parola non detta che ritorna a fluire, un gesto bloccato che ritorna all’azione. Nella relazione trova la sua strada ed il suo blocco…nella relazione viene cercata e smarrita. La felicità abita il piacere ed il piacere rimanda sempre ad un altro corpo. Il piacere, compreso, è crescita; scopro me e l’altro nel tempo dell’attesa. Un tempo in grado di donarci felicità se in grado di esser colto nella sua unicità. Felicità come dono appartenente a chi è disposto a consegnarsi al tempo ed alla relazione.

“Sulla Felicità e dintorni”

Tra corpo, parola e tempo